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Festivaletteratura  > Edizione 1999
Festivaletteratura


« C'è un rapporto finalmente diretto fra scrittore e lettore, senza intermediari, senza editori che pompano, critici che ingrossano, uffici stampa che esagerano, copertine che luccicano, fascette che straparlano, interviste che travisano, recensioni che mentono. Lo scrittore fa il suo mestiere, e il lettore pure »
Filippo La Porta e Marco Cassini, L’Unità, 20/09/99

Ormai il festival è un appuntamento di riferimento, un evento riconosciuto a livello internazionale. Imprese, enti pubblici e associazioni di categoria confermano il proprio supporto alla manifestazione; gli organizzatori scaldano i motori; e le magliette blu animano nuovamente le strade, assistono sempre più visitatori, danno sfogo alle braccia e all’immaginazione.
Nel 1999 i Nobel per la letteratura sono di casa: le parole militanti di Nadine Gordimer e Tony Morrison si stagliano tra gli applausi; autori molto amati come Paulo Coelho, Joseph O’Connor, Jeanette Winterson e Jonathan Coe, firmano decine di autografi e galvanizzano i lettori; il giovane Vikram Chandra chiude un’intervista e già presenzia a una colazione d’autore; lo scrittore di culto Jay McInerney (Le mille luci di New York) raggiunge la collega Tess Gallagher per celebrare l’opera di Raymond Carver. Pure la schiera degli italiani è foltissima: intervengono per la prima volta Luigi Meneghello e Andrea Zanzotto, Alda Merini, Sebastiano Vassalli, Alberto Arbasino, Dacia Maraini e Giuseppe Pontiggia.
Si comincia a guardare al passato e alle grandi narrazioni, con Nicholas Shakespeare che rievoca le avventure di Bruce Chatwin, con Ernesto Franco e Giorgio Scaramuzzino che cercano un comune denominatore tra gli autori sudamericani del Novecento; nello stesso tempo si fanno strada eventi seriali come Il corpo del comico, che consentono di ospitare all’interno di un solo percorso tematico più artisti e scrittori (in questo caso le punte di diamante di Zelig Cabaret, ovvero gli sceneggiatori Gino & Michele, i comici Giorgio Faletti, Enrico Bertolino e Marco Della Noce).
Anche gli eventi meta-letterari conquistano la piazza: all’incontro con il banchiere dei poveri Muhammad Yunus (ideatore del microcredito e premio Nobel per la pace nel 2006) si scorgono tra la folla illustri spettatori come Franca Rame e Dario Fo. C’è chi resta ammaliato di fronte ai temi dell’intelligenza artificiale e delle neuroscienze, grazie all’intervento di Alberto Oliverio (L’arte di imparare) e a cinque scienziati e filosofi della scienza che inscenano una brillante conversazione avvenuta a Cambridge cinquant’anni prima.
Nel ricchissimo programma dei bambini restano poi memorabili gli incontri di brrrrrrr…ivido con Robert L. Stine, le maschere fai-da-te di Federico Maggioni, i pianeti danzanti dall’astronomo-burattinaio Horacio Tignatelli, i nodi magici dell’artista della fuga Diego Voltini, le immagini in movimento della Camera Collodi...
E altrettanto memorabili sono i blues del poeta-cantautore Nick Cave, che insieme alle pagine del Qohelet, lette da Vincenzo Cerami, e ai prototipi della yiddishe mame, impersonati da uno straripante Moni Ovadia nel recital Mame mamele mama mame mamma mamà, chiudono idealmente la terza edizione di Festivaletteratura.

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