Il tilt dei computer all’apertura delle prenotazioni testimonia il legame di fiducia che si è ormai instaurato tra Festivaletteratura e il suo pubblico. Del resto, anche il rapporto con gli autori si rafforza: molti ospiti delle passate edizioni – è il caso di Pontiggia e Ceronetti, o di Bergonzoni, Baricco e Lucarelli – tornano in città, arricchendo la cinque giorni letteraria con progetti inediti. La kermesse continua infatti a privilegiare la sperimentazione al sensazionalismo, il programma condiviso alla novità a ogni costo. L’intervento conclusivo di Umberto Eco in piazza Castello, sotto questa luce, suggella il senso dello stare al festival, analizzando una manifestazione che si è imposta soprattutto come modello di comunicazione partecipata.
Si intensifica la presenza di scrittori stranieri: giungono a Mantova gli israeliani David Grossman e Amos Oz, il libanese Amin Maaalouf, gli ispanofoni Javier Marías e Marcela Serrano, il poeta francese Philippe Jaccottet, l’esordiente Richard Mason (Anime alla deriva). Laura Grimaldi incontra Jeffery Deaver alla Cavallerizza; Lella Costa lo svedese Henning Mankell; Moni Ovadia il giovane Nathan Englander. Anche Hanif Kureishi discorre nuovamente insieme ai suoi ammiratori; e grande impressione suscitano i racconti dell’Africa Lusofona di Mia Couto e Pepetela. Prima che abbia luogo un brillante testa a testa tra il narratore di viaggio William Least Heat-Moon e Patrizio Roversi, Beppe Severgnini e Fernanda Pivano parlano di esperienze in valigia e avventure on the Road. Tra gli italiani intervengono Raffaele La Capria, Rosetta Loy, Claudio Magris, Raffaello Baldini e Fosco Maraini.
È ormai strettissimo l’intreccio tra il programma degli adulti e gli eventi per bambini: autori normalmente frequentati dai primi – come Mankell, Grossman e Kureishi – si cimentano con potenziali lettori under 15. E quest’anno si dà ancor più spazio all’infanzia: al nome di Pimpa, i più piccoli accolgono a braccia aperte il leggendario Altan, con Giorgio Scaramuzzino che indossa la maschera del buon Armando; chilometri di bende rivestono le mummie pazze di Federico Maggioni; pitture rupestri e cavernicoli la fanno da padrona nei laboratori preistorici di Archeoland e in una serie di interviste con l’uomo di Neanderthal, nei cui panni si cala Dario Moretti. Viene poi il turno delle lanterne magiche di Minici Zotti, dei liberi assemblaggi d’arte di Paul Cox, dei giochi scenici dello spettacolo Pescetopococcodrillo, dei taccuini segreti di Museo marameo... per il compleanno di Pinin Carpi, amici scrittori e musicisti organizzano una gigantesca festa in piazza Concordia.
Sempre più viva, da ultimo, è l’attenzione verso altri settori disciplinari, come testimoniano gli interventi dello storico inglese Eric Hobsbawm, del biblista Enzo Bianchi e del biologo Edoardo Boncinelli, di protagonisti dell’architettura e del design del calibro di Enzo Mari e Vittorio Gregotti. Tra i cicli tematici, Passioni riscuote un notevole successo: romanzieri e cantautori, come Melania Mazzucco e Roberto Vecchioni, vengono chiamati a commentare i classici della letteratura che più li hanno ispirati.