Tra amarcord felliniani e memorie del Greenwich Village, le piroette del Circo Bidone passano il testimone alle sonorità folk del songwriter Eric Andersen, in una giornata inaugurale sopra le righe. Anche la musica celtica di Máire Brennan fa da sottofondo alle novità del 2001, che sono tante e stimolanti.
Si parte col giocoliere della parola Stefano Bartezzaghi, che nel suo Edipo in gazebo, in una delle piazze della città, giorno dopo giorno sottopone agli astanti una serie di enigmi, palindromi e anagrammi; seguono gli avvincenti Role Games di Margaret Weis (l’ideatrice di Dragonlance), gli itinerari nelle lingue immaginarie ad opera di Paolo Albani e Paolo della Bella, i suoni e le immagini del tenebroso Buchettino, uno spettacolo influenzato dalle favole nere di Perrault.
Sfogliando un programma che lascia di stucco grandi e piccini, restano poi impressi i racconti di paura e di mistero e i convivi intorno alla tavola di Giampiero Rigosi, i workshop per famiglie e bambini del grafico Katsumi Komagata, le letture stellari (con tanto di telescopi) di Umberto Massarini, le lezioni di scrittura e disegno dell’illustratrice Chiara Rapaccini, ambientate in cornici insolite come il Santuario di Santa Maria delle Grazie e il Palazzo D’Arco. Una serie di incontri tra parole e musica vedono alternarsi Massimo Bubola, i La Crus e un ottimo Carlo Fava. E tra natura, best-seller e televisione, il pubblico assiste a strabilianti duetti, con Reinhold Messner e Folco Quilici, Niccolò Ammaniti e Susanna Tamaro, Luciana Littizzetto e Bruno Gambarotta.
Gli scrittori, peraltro, non mancano: intervengono Domenico Starnone, Ennio Cavalli, Gianni Celati e Andrea De Carlo. Fois e Lucarelli offrono saggi di sceneggiatura televisiva; Consolo e Cerami parlano di commistioni tra forme narrative. Non meno significativa è la presenza di saggisti e filosofi: sono al festival Tzvetan Todorov, Mary Bateson e Massimo Cacciari, il sociologo Edgar Morin, l’orientalista Edward Said. Ma il 2001 è anche l’anno di Mario Vargas Llosa (premio Nobel per la letteratura nel 2010) e di prestigiosi romanzieri internazionali (Nick Hornby, Petros Markaris, Almudena Grandes, Gore Vidal). L’anno in cui spopolano giovani autori come Zadie Smith, Michael Chabon, Benjamin Zephaniah; poeti come Roger McGough e Alistair MacLeod; testimoni del Rinascimento africano come André Brink e Ahmadou Kourouma. L’anno in cui l’irlandese Frank McCourt, osannato in tutto il mondo per Le ceneri di Angela e giunto per la prima volta in Italia, cattura l’attenzione (e i sentimenti) di una platea commossa.
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