Il programma della sesta edizione dà luogo a forme inusuali di intrattenimento, a spettacoli estemporanei (come i Giochi di magia matematica di Ennio Peres) pensati per chi non riesce a recuperare un biglietto, o per chi arriva all’ultimo minuto, e ai quali viene riservato un apposito spazio in Piazza Concordia. Accanto ai percorsi e alle colazioni d’autore, trovano collocazione nuove serie tematiche: ecco allora i concerti di Note di notte, a cura dell’Orchestra da Camera di Mantova, che coinvolgono attori e musicisti come Maddalena Crippa, Paolo Poli e Alexander Lonquich; oppure le fiabe del ciclo E dopo tutti a nanna, con le voci narranti di Ermanno Cavazzoni, Luca Scarlini e Ascanio Celestini; e ancora, le pagine dei classici greci e latini interpretate da studiosi e letterati nella rassegna C’è futuro negli antichi.
Ma il leitmotiv del 2002 consiste soprattutto nel talent-scouting, nell’offrire visibilità ad autori che muovono i primi passi nel mondo del libro e dell’editoria. Il lancio di Scritture Giovani, in questo senso, esplicita una vocazione alla scommessa propria del festival, attraverso la pubblicazione di testi inediti e la pianificazione di conferenze che hanno come protagonisti scrittori under 30 provenienti da tutta Europa. Il progetto – che continuerà negli anni successivi – viene sostenuto dall’Unione Europea e organizzato insieme ai festival letterari di Hay-on-Way e Berlino. I primi a partecipare sono gli esordienti David Lodge, Marco Mancassola, Rajeev Balasubramanyam, Rachel Trezise, Paola Mordiglia e Ingo Niermann.
Passa agli annali il bagno di folla per Tiziano Terzani. Il Cortile della Cavallerizza non basta a contenere il pubblico accorso a incontrarlo: il celebre reporter si mette a sedere sul tavolo, e quando inizia a parlare c’è chi lo ascolta persino dalla vicina piazza Santa Barbara, dove sono stati sistemati in fretta due altoparlanti. Altri punti forti sono le anteprime nazionali di Bukowski e di Lettere al metronomo, i canti alla luna di uno strepitoso quartetto (Stefano Bollani, Enrico Rava, Gianmaria Testa e la Banda Osiris), le storie musicali della performer sudafricana Gcina Mhlophe, le tavole del Teatro da Mangiare? di Paola Berselli e Stefano Pasquini. Pure i bambini restano a bocca aperta in più occasioni: ora di fronte alle Bolle di sapone di Tom Noddy e Michele Emmer, o ai mostri su carta di Richard McGuire; ora apprezzando le coloratissime Stagioni di pallina, la simpatia della sceneggiatrice radiofonica Elvira Lindo, il trasloco temporaneo di tutta la redazione di Pimpa a Mantova.
Ed è interminabile, come sempre, la lista degli autori: le interviste a Michael Cunningham e Richard Ford, all’antiguana Jamaica Kincaid, ad Antonio Skármeta, Irving Welsh, Fatima Mernissi e Antonio Muñoz Molina, si intervallano agli attesi ritorni di Benni, McEwan, Ignacio Taibo, Del Giudice e Meneghello; le parole di filosofi e visionari come Peter Singer (Liberazione animale), James Hillman (Il codice dell’anima) ed Ermanno Cavazzoni (Il poema dei lunatici), si intersecano agli interventi del fondatore di Emergency Gino Strada, del cantautore Francesco Guccini, del collettivo di scrittura Wu Ming.
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