Per il settimo anno consecutivo, Festivaletteratura ospita autori stranieri di altissimo livello. Vengono acclamati i premi Nobel per la letteratura Doris Lessing, John M. Coetzee e Toni Morrison (a Mantova per la seconda volta), insieme a quello per l’economia Joseph Stiglitz. Nel frattempo, narratori e bestselleristi come Mark Haddon, Azar Nafisi, Ángeles Mastretta, Alice Sebold, Edward Bunker, Ken Follett ed Eric-Emmanuel Schmitt, si alternano a figure di spicco della narrativa italiana (Antonio Tabucchi, Gianrico Carofiglio, Mauro Corona, Simonetta Agnello Hornby). L’edizione è finanche segnata dal ritorno di esponenti di punta del mondo intellettuale (Umberto Eco, Aldo Carotenuto) e da attese novità (gli interventi del linguista Tullio de Mauro, di Serge Latouche, Massimo Fini e Stefano Levi Della Torre). Una riflessione a parte meritano gli incontri dedicati alla Seconda Guerra Mondiale e alla Shoah – forti della presenza di una magnetica Helga Schneider (Il rogo di Berlino), della prolusione dello storico berlinese Joachim Fest e del dialogo a tre tra Gad Lerner, Vittorio Dan Segre e Giulio Busi.
Ma le sorprese più elettrizzanti le riservano eventi ispirati da testi e personaggi del passato, a partire dalla lettura integrale del Baldus di Teofilo Folengo, un classico della letteratura macaronica del Cinquecento giunto nuovamente alle stampe e interpretato per cinque giorni da un collettivo di critici, attori, letterati e gruppi scolastici locali; oppure la replica della serie per ragazzi Ti racconto…, in cui scrittori e studiosi come Bianca Pitzorno e Piergiorgio Odifreddi vengono invitati a raccontare le biografie di illustri protagonisti della storia e delle scienze. Il tutto condito dal corteo mascherato de La Vache – che trasforma la città in un esilarante carnevale dal sapore medievale – e dagli appuntamenti per l’infanzia, con le strisce di Quino sul prato del castello di San Giorgio, le indagini di Maurizio Matrone nel ciclo Raccontami un delitto, i disegnaconto dell’illustratore francese Pef…
Non è da meno la rassegna degli spettacoli. In una cinque giorni no-stop, gli Elio e Le Storie Tese divertono il pubblico della Cavallerizza, fronteggiano uno stuolo di adolescenti in piazza Virgiliana e chiudono la maratona con un concerto in piazza Castello; il coreografo americano Bud Blumenthal tiene due spettacoli di danza appositamente ideati per lo spazio del teatro Bibiena; la compagnia Sospeso Teatro mette in scena Il cielo degli altri, avvalendosi della regia di César Brie. Si aggiungono alla parata anche due icone della musica contemporanea (Patti Smith e Michael Nyman), capaci di esprimere al meglio lo spirito delle serate mantovane: la prima agita sogni di pace nell’anno più duro della Guerra in Iraq, accompagnata dalla chitarra di Oliver Ray e da una bandiera arcobaleno; il secondo si esibisce in una straordinaria conferenza-concerto volta ad approfondire gli stili e le correnti che più hanno influenzato le sue composizioni, con il supporto dell’ensemble Sentieri Selvaggi. Da segnalare, infine, la partecipazione di Moreno Gentili e Giuseppe Cederna, che nei reading Europa e Il grande viaggio affrontano i temi delle identità viaggianti, nonché il Progetto Nuova Drammaturgia, che porta in Italia le voci più significative del teatro tedesco contemporaneo.
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