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Festivaletteratura  > Edizione 2005
Festivaletteratura


« Rispetto alle precedenti edizioni, c’erano forse meno autori noti: ma hanno avuto il tutto esaurito anche scrittori di testi non ancora tradotti in Italia, mentre sono stati più numerosi del solito gli appuntamenti gratuiti. Accanto agli autori italiani, simpatico meticciato soprattutto con gli stranieri di confine, che hanno fatto segnare un punto a favore della globalizzazione »
Giovanni Nardi, La Nazione, 12/09/2005

Senza rinunciare alla consueta schiera di autori italiani (Massimo Carlotto, Alessandro Piperno, Tullio Avoledo, Giancarlo De Cataldo), a narratori decisamente affermati nel mondo editoriale (John Grisham, Michael Connelly, Roddy Doyle, Joe R. Lansdale, Colm Toibin) e al ritorno di aficionados come Yehoshua, Hornby, Magris e Vassalli, il festival del 2005 si misura in modo più incisivo con una produzione letteraria che guarda al mondo e alle sue criticità, riservando un’attenzione particolare alle realtà in cui l’urgenza della letteratura collima con la lotta per la libertà di espressione.
Un nome su tutti, a tale proposito, è certamente quello della reporter russa Anna Politkovskaja, assassinata un anno dopo e divenuta un’icona della lotta per la libertà di espressione; ma non sono meno rilevanti le interviste allo scrittore Nguyên Huy Thiêp – la cui opera è stata ostracizzata dal governo vietnamita – e alle giornaliste e pubbliciste irachene Inaam Kachachi e Buthaina Al Nasiri. L’impellenza del multiculturalismo trova invece conferma nella rassegna dedicata alla poesia greca contemporanea (Ripartire da Itaca), nei murales del poeta Muhammad Darwish e nei racconti migranti di Sandra Cisneros, mentre registrano un grande seguito anche autori poco noti al grande pubblico, come il saggista e romanziere caraibico Caryl Phillips e la storyteller sudafricana Thoko Nkoma. E se nel dialogo tra Barbara Spinelli e Khaled Fouad Allam – o nella conferenza del teorico della comunicazione Derrick de Kerckhove – vengono analizzate le molteplici sfaccettature della società globalizzata, l’impronta dell’impegno politico contrassegna pure gli spettacoli, con l’intervento di due protagonisti del ’68 quali Amiri Baraka (che si esibisce in un trascinante reading-concerto) e Philip Leitch (in arte Donovan), capace di immortalare con un sound squisitamente rock le passioni e gli ideali di un’intera generazione. Caratteristiche della nona edizione sono poi le contaminazioni tra la cultura letteraria e il grande schermo, ora grazie ai docu-film di Pagine Nascoste – che ripercorrono la vita e le opere di autori capitali del Novecento –, ora in una serie di incontri volti a valorizzare i linguaggi del cinema e delle arti visive, che vedono avvicendarsi il regista Radu Mihaileanu (Train de Vie) e lo sceneggiatore Frank Cottrel Boyce, illustratori come Steven Guernaccia e Nora Krug, icone del fumetto d’autore come Art Spiegelman (MAUS). Dedicati ai più piccoli sono invece i laboratori di Carll Cneut e Klaas Verplancke, come pure gli incontri con Nicola Davies e Babette Cole.
Insieme al lancio di Qui comincia la lettura – che nei mesi invernali vedrà il festival impegnato nella ristampa e nella promozione di un classico della letteratura su tutto il territorio nazionale –, tra le rassegne primeggiano gli eventi di Zona critica, in cui si sperimentano divertenti inversioni di ruolo tra scrittori e critici letterari; gli appuntamenti di Prima di spegnere la luce, con gli ospiti del festival intenti a commentare la parola della sera proposta da Piero Dorfles; e le cronache semi-serie de il tempo dello sport, in cui vengono ricordate le gesta e le star delle varie discipline agonistiche. Il sa-lotto di piazza Sordello apre infine la strada a uno spazio libero d’incontro, mentre il ciclo di blurandevù affida la conduzione delle interviste a un gruppo di giovani volontari, entrando a pieno titolo tra le formule più riuscite di Festivaletteratura.

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