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Festivaletteratura  > Edizione 2006
Festivaletteratura


« Quegli «otto pazzi» che dieci anni fa chiamarono a raccolta i loro cittadini per «lanciare un’idea» avevano, evidentemente, fiutato il vento e i temi giusti: la cultura può essere un formidabile elemento per lo sviluppo economico, la letteratura si può – e si deve – avvicinare al pubblico »
Stefano Salis, Il Sole 24 Ore, 03/09/2006

Per scrollarsi di dosso il peso degli anni e restare fedele alla sua vena di anticonformismo, il festival appronta le celebrazioni del proprio decennale con un nuovo, coloratissimo programma cartaceo, indice di una rassegna che cresce nel tempo e che si trasforma giocando. Ne sono prova i coriandoli di Marco Ferreri (ideatore del logo di Festivaletteratura), che vengono disseminati in ogni angolo della città; e ne sono prova, ancora una volta, i contributi grafici di progettisti e illustratori come Italo Lupi e Yocci, che in occasione dell’anniversario, insieme a manifesti e locandine, creano inedite cartoline e storie su carta.
Dalla giornata inaugurale si possono apprezzare i progetti appositamente ideati per l’edizione numero dieci, a partire da Un’idea di Dante, che celebra la Commedia nella sua continua produzione di senso, alternando incontri e letture con autori nazionali e internazionali (Edoardo Sanguineti, Giovanni Lindo Ferretti, Jacqueline Risset, Fatos Lubonja e molti altri); oppure le installazioni luminose del Dipartimento Educazione Castello di Rivoli in piazza Sordello, compendiate dai workshop sulla creatività di In the Dark; e ancora, i surreali itinerari nella musica ad opera della Banda Osiris.
Altre novità di rilievo sono appuntamenti come Il Poeta Parla – con l’Orchestra da Camera di Mantova che reinterpreta le musiche di Robert Schumann – e i laboratori di Cartografia, in cui ci si misura nientemeno che con la rappresentazione del mondo. Suscitano grande sorpresa anche i percorsi scientifici a cura di Giovanni Filocamo e Marco Gheri, gli incontri di Giacomo Rizzolatti sui neuroni-specchio, nonché il ciclo di poesia balcanica, che cerca di ricomporre i complessi mosaici culturali dell’altra sponda dell’Adriatico a partire dall’opera in versi di artisti come Abdulah Sidran o Pedrag Matvejevic. Senza dimenticare lo spettacolo itinerante del Teatro della Polvere (Mosca-Petuski 125 Km), liberamente tratto dal libro-culto di Venedikt Erofeev; il focus sul reportage fotografico con due big come Monika Bulaj e Mario Dondero; lo speciale dedicato alla letteratura italiana d’immigrazione; la collaborazione tra Tonino Guerra e numerosi poeti romagnoli nel recital Amaracmand...
L’elenco di ospiti e scrittori (intervengono per la prima volta Javier Cercas, P. D. James e Tahar Ben-Jelloun, le filosofe Julia Kristeva e Luce Irigaray) trova ulteriori punti di forza nei Nobel Elie Wiesel, Dario Fo e Amartya Sen, nella presenza di un Roberto Saviano non ancora assurto agli onori delle cronache, ma già testimone di una straordinaria militanza intellettuale; nel gradito ritorno di autori come Baricco e Rigoni Stern; nella testimonianza di artisti e romanzieri del calibro di Emmanuel Dongala, Hwang Sok-Yong, Jurij Druznikov e Keiko Ando.
Gli eventi dei bambini si confermano un’imprescindibile fonte d’ispirazione e divertimento, specie grazie al Mini-Lab del Centre Pompidou, alle stravaganti invenzioni della fabbrica del design di Giulio Iacchetti e Matteo Ragni, alle Mappe immaginarie di Pia Valentinis e agli incontri di Meg Rosoff e Michael Morpurgo. In presa diretta con i primi festival, ricompare nelle piazze il mimo Alberto Pigato, che anima nuovamente la cinque giorni letteraria con performances estemporanee e spassosi laboratori.

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