Parole forti, parole (ancora) attuali. Il 2008 è per Festivaletteratura l’anno dei comizi. Bianca Pitzorno, Davide Longo, Antonio Moresco e David Riondino prendono in prestito le parole di Voltaire, Victor Hugo, Blanqui e Mastro Eckhart e le riportano in piazza, ritrovandone la freschezza e l’assoluta aderenza ai problemi dell’oggi. Roberto Saviano chiude a sorpresa il festival con un intervento di puntuale denuncia e insieme pieno di speranza. E parole in dono sono quelle portate agli incontri Vocabolario europeo da scrittori provenienti da culture e tradizioni linguistiche apparentemente distanti ma variamente connesse: le voci dell’inglese e del gallese, del bulgaro e del sardo confluiscono con pari dignità in un vocabolario ideale e condiviso che Festivaletteratura si propone di incrementare edizione dopo edizione. Moltissimi, peraltro, gli autori europei presenti, tra cui il rumeno Mircea Cartarescu e il basco Bernardo Atxaga, romanzieri levantini come Boris Pahor e Angel Wagenstein; o ancora i massimi esponenti del Noir scandinavo (Jo Nesbø, Håkan Nesser, Anne Holt, Leif GW Persson e Maj Sjöwall) nella rassegna Gli assassinii del grande Nord.
E accanto alle parole, le storie: quella di Cecilia Valdés raccontata a puntate da Bianca Pitzorno, o quella sorprendente di Georges Méliès che a Palazzo della Ragione prende la forma ora di un laboratorio sugli automi, ora di uno spettacolo di giochi di prestigio, ora di vecchi film del cinema muto, ora di un incontro con lo scrittore Brian Selznick. Nelle notti mantovane tocca ai diari di fine sera di Lella Costa e Flavio Soriga inscenare un ironico sommario delle giornate del Festival, in cui trovano spazio le scienze confidenziali e numerosi spettacoli, come Nella steppa Padana (ispirato a Il revisore di Nikolaj Gogol), Le fiamme e la ragione di Corrado Augias, La canzone di Rokia firmata da Enzo D’Alò, Pierdomenico Baccalario e Gaston Kaboré e i recitals di David Riondino su Ernesto Ragazzoni e Garibaldi. Con performances come Terra! (ospitata presso la Casa Circondariale di Mantova) e Bilal si guarda invece ai drammi che accomunano il passato e l’attualità delle migrazioni transnazionali, mentre emozionano gli omaggi diffusi a Cesare Pavese, tra i quali la lezione di Eraldo Affinati e le letture de I ricordi cominciano nella sera.
Grazie ai corsi di magia del divulgatore scientifico Andreas Korn-Müller e ai pop-up di Massimo Missiroli, non mancano le sorprese negli incontri dedicati ai bambini, tra i quali vanno ricordati anche gli spettacoli di Roberto Abbiati (Il ritorno di Girafe e Una tazza di mare in tempesta) e i laboratori di disegno letterario delle autrici e illustratrici libanesi Nisrine Ojeil e Hiba Farran. Una considerazione a parte meritano i tornei di Subbuteo e di calcio con le dita tenuti da Carlo Carzan, Daniel Tatarsky e Andrea Piccaluga, e gli appuntamenti di Dammi un incipit, con Andrea Cotti, Paola Mastrocola, Carlo Lucarelli e Federico Taddia che spiegano ai ragazzi i trucchi per iniziare a scrivere un buon romanzo… partendo dall’inizio!
I ritorni di Enzensberger, Baricco e Galeano; le interviste a narratori di culto come Sebastian Faulks, Jeanette Winterson, Scott Turow e Jonathan Safran Foer, gli interventi di autori meno noti al grande pubblico, come il cambogiano Rithy Pahn e le autrici mediorientali Joumana Haddad e Najwa Barakat, completano un programma anche quest’anno ricco di stimoli e policentrico.
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