Per cinque giorni, le performances vocali dei massimi esponenti della township poetry sudafricana (Natalia Molebatsi, Maakomele Manaka e Napo Masheane) invadono le strade di Mantova, rianimando i sogni di pace dell’uditorio e segnando un’edizione di Festivaletteratura che dedica un’attenzione speciale al rinascimento dell’Africa post-coloniale e alla sua vitalità culturale. Particolarmente rilevante, in questo senso, è il dialogo tra i giovani performer e gli autori delle generazioni a loro precedenti (Nadine Gordimer, Timothy Wangusa e Gcina Mhlophe); oppure la loro affinità con africani d’Europa come la scrittrice belga-nigeriana Chika Unigwe...
Più in generale, il festival mantiene ampio il proprio raggio di ricerca, esplora territori letterari ancora poco dibattuti e avvalora la sua vocazione cosmopolita, celebrando ad esempio il ventennale della caduta del muro di Berlino insieme a Viktor Erofeev e Adam Michnick; oppure riservando una specifica sezione del programma a scrittori e intellettuali dell’ex-Jugoslavia (con gli interventi di Nicole Janigro, Bora Cosić, Elvira Mujcic, Predrag Matvejevic, Slavenka Drakulić e Dušan Veličković). Si muovono in questa direzione anche le interviste all’autore afghano Atiq Rahimi, alla scrittrice bhutanese Kunzang Choden e a Herta Müller, che un mese dopo si aggiudicherà a sorpresa il Nobel per la letteratura, come pure il ciclo “Mediterraneo in giallo”, che sotto il segno di un genere letterario avvicina romanzieri di diversa provenienza (Alicia Giménez-Bartlett, Petros Markaris e Francisco González Ledesma).
Accanto agli incontri con Anne Michaels, Elvira Dones, Fay Weldon, Claude Lanzmann, Hector Abad Faciolince, Michael Zadoorian e Sophie Kinsella, prendono il via due progetti destinati a proseguire negli anni successivi: si tratta delle rassegne stampa de Le pagine della cultura, in cui alcuni scrittori stranieri sono invitati a commentare le terze pagine dei giornali di tutto il mondo; e della retrospettiva d’autore, con tre appuntamenti volti a ripercorrere l’opera omnia di un singolo ospite (nel 2009 tocca al romanziere indiano Amitav Ghosh). Il 2009 è anche l’anno degli itinerari sonori di Radiodramma Hotel: da mattino a notte fonda, nelle stanze dell’ex-albergo San Lorenzo, si possono ascoltare le storie scritte per la radio da Beckett e da Calvino, fino alle creazioni di contemporanei come Marcello Fois e Tiziano Scarpa.
Grazie agli omaggi de la parola cui abbiamo creduto, o ai fiori della letteratura erotica del ciclo Ars Amandi, la poesia si conferma un ingrediente fondamentale della manifestazione; e non meno significativi sono i percorsi per ragazzi come Che tragedia!, in cui si cerca una risoluzione dei conflitti a partire dagli esempi di Edipo e Antigone; o i workshop che impegnano i più piccoli nella progettazione di orti e giardini delle meraviglie, mappe cucite e vestiti creati da abiti riciclati.
Con l’edizione 2009 nasce infine l’archivio di Festivaletteratura. Grazie al progetto Un archivio per l’innovazione, sostenuto da ANCI, dal Ministro per la Gioventù e dal Comune di Mantova, il festival getta le basi per la raccolta e la valorizzazione di foto, video, registrazioni raccolti in oltre dieci anni di attività: due incontri vengono dedicati alle testimonianze di alcune delle esperienze più interessanti in questo settore, e si annuncia per il 2010 un percorso di formazione rivolto a giovani archivisti.
> PROGRAMMA 2009 (3,7 MB)
> CENTOAUTORI 2009 (3,7 MB)
> COMUNICATO DI CHIUSURA
> RICHIESTA FOTO PER LA STAMPA