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Festivaletteratura  > Edizione 2010
Festivaletteratura


« Quest’anno, come mai prima, il pubblico ha mostrato maggior interesse per tutti i temi a sfondo sociale. È come se esistesse un Paese reale, stanco dell’informazione col burka, come dice D’Agostino, e assetato, in questo deserto della comunicazione ufficiale del nulla, di apprendere e comprendere cosa veramente accade »
stampalternativa.it, 19/09/2010

La quattordicesima edizione segna ancora una crescita delle presenze, ma Festivaletteratura non perde la sua natura originaria, privilegiando una proposta semplice nella forma e ricca nei contenuti. Un nuovo esempio in questo senso sono gli incontri delle “lavagne”, nei quali alcuni ospiti espongono e raccontano in piazza problemi e teorie scientifiche che spaziano dalla logica matematica alla fisica delle particelle. Tra le novità del 2010 spiccano inoltre gli “incontri in lingua”, pensati per un uditorio sempre più attento e poliglotta che volentieri si confronta con gli autori senza la mediazione del traduttore, e la postazione di “Iran 2.0”, una finestra sul vivace e plurivoco mondo dei giovani iraniani che proprio (e solo) attraverso i social network trovano lo spazio per le proprie espressioni artistiche e di impegno civile.

In generale si moltiplicano i focus sull’attualità, guardando alle situazioni-limite del terremoto di Haiti, o ai conflitti che attanagliano l’Afghanistan e il Medio Oriente. A tal fine intervengono operatori umanitari come padre Rick Frechette, o testimoni come Barbara Schiavulli e Joe Sacco, tra reportage di guerra e graphic-journalism. Largo spazio viene dato al quarto potere e all’etica dell’informazione, sia in due incontri che vedono Marco Belpoliti a colloquio con Ferdinando Scianna e Michela Marzano, sia nella seconda edizione de “Le pagine della cultura” e nel ciclo “parole del giornalismo” (con gli interventi di Darwin Pastorin e Fiorenza Sarzanini).

Per la grande narrativa e la saggistica internazionale, accanto ai ritorni di O’Connor, Berger, McCann, Nafisi, Zadie Smith e Abdolah e alla retrospettiva dedicata ad Amos Oz, nel 2010 sono per la prima volta al festival Chris Abani, Edmund White, Ágnes Heller, Lizzie Doron, il Nobel Vidiadhar S. Naipaul, Frederick Forsyth e David Peace, insieme a giovani autori come Said Sayrafiezadeh, Tishani Doshi e Petra Hůlová.

Mentre “Scritture Giovani” si trasforma nel 2010 con l’aggiunta di un “cantiere” primaverile riservato ad aspiranti scrittori under27 provenienti da tutta Italia, la fase di incubazione dell’archivio di Festivaletteratura si chiude idealmente con i due incontri di “gli scrittori dentro l’archivio”, in occasione dei quali Carlo Lucarelli e Serena Vitale vengono intervistati dai giovani apprendisti archivisti. Con “Voci d’autore del Novecento” il pubblico ha l’opportunità di ascoltare per la prima volta le registrazioni fatte da Fernanda Pivano nell’arco della sua attività critica e gli incontri promossi da Adriano Olivetti per gli operai e gli impiegati della sua azienda con i massimi intellettuali italiani degli anni ’50 e ‘60. Sempre nel segno dell’attenzione verso la letteratura del Novecento, Festivaletteratura rende omaggio ad Ennio Flaiano ricostruendo la sua biblioteca di studio e mettendola a disposizione del pubblico, e con le “letture vintage” permette di riscoprire libri di successo del recente passato grazie alle testimonianze di scrittori contemporanei che li hanno adorati. Sul futuro della cultura e sulle sue forme di diffusione sono invece incentrati gli incontri che hanno come protagonisti Franco Brevini e Piero Dorles, Donald Sassoon e Francesco Cataluccio, mentre Festivaletteratura testimonia un’affinità sempre più stretta con internet e le nuove modalità di promozione culturale, trasmettendo in streaming gli appuntamenti di “tracce”.

La filosofia diventa a portata di bambino negli atélier tenuti da Oscar Brenifier, mentre i più piccoli si sono divisi tra le case spaziali di Giordano Pozzi o le ninne-nanne per orsacchiotti di Greg Foley. Adatti a tutte le età sono invece i laboratori di “ri-tratto” tenuti da Federico Maggioni. E a conferma di una cinque giorni letteraria che ama vivere anche di notte, riscuotono un notevole successo i percorsi di “Notturno Surreale” e “Aquea”, così come le divagazioni nell’immaginario sonoro degli scrittori in “Buonanotte ai suonautori”.

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