Valerio Pellizzari, già inviato speciale de "Il Messaggero", poi editorialista a "La Stampa". Per oltre quarant'anni ha seguito gli avvenimenti che hanno sconvolto l'Est europeo, il Maghreb, il Medio Oriente, l'Asia centrale e l'Estremo Oriente. Ha vinto il premio Max David per il giornalismo. Considerato uno tra i primi venti corrispondenti di guerra internazionali, il regime di Saddam Hussein lo dichiaṛ «nemico del popolo iracheno» per aver rivelato i documenti sui prigionieri curdi vittime di esperimenti chimici.
"L'Asia dopo il ping pong", Pan, 1971 (1973)