Stefano Arienti è un artista specializzato nella manipolazione di oggetti quotidiani a cui dà nuova vita e significato. Dopo la laurea in Agraria intraprende la carriera artistica cominciando a frequentare la Brown Boveri di Milano, una fabbrica dismessa diventata centro di aggregazione e sperimentazione per giovani artisti e aperta al pubblico nel 1985, anno che segna anche il suo esordio ufficiale. Seguono diverse esperienze in Italia, come la partecipazione nel 1996 alla XII Quadriennale di Roma dove vince il primo premio, e all'estero in Germania, Inghilterra e Francia. Al centro della sua attività artistica negli anni '90 è spesso l'oggetto-libro simbolo di conoscenza, memoria e autorità su cui interviene ingigantendolo, cancellandolo, disarticolandolo fino a formare delle vere e proprie sculture. Nel 1997 si intensificano le esposizioni che lo vedono presente alla Galleria d'Arte Moderna e al Palazzo delle Esposizioni di Roma, a Milano, a Torino , Salisburgo, Kiev e anche alla IX Triennale in India. Nel 2001 partecipa al progetto "Migrazioni" promosso dal Centro per le Arti Contemporanee di Roma e organizza una mostra personale per i bambini presso il Castello di Rivoli a Torino. Negli ultimi anni la sua riflessione si sposta più sul disegno e proprio "Disegni dismessi" è il titolo scelto per la sua esposizione presso la Fondazione Querini Stampalia nel 2008.
