“Una sola può essere l’arca di Noè oggi: l’uomo. Che ognuno sia l’arca di se stesso e rappresenti in sé l’intero atto della creazione, diventando attore di una nuova alleanza non tanto tra noi e Dio, quanto tra noi e la zolla: il nostro compito sulla terra, infatti, è essere gli interpreti della casa che ci ha accolto, per governarla, rispettarla, amarla”. Ermanno Olmi è uno dei maestri del cinema italiano. Dall’esordio con Il posto nel 1963, passando per L’albero degli zoccoli (Palma d’Oro a Cannes nel 1978), fino al suo recente ritorno al documentario, tutta la sua opera è pervasa da una profonda riflessione filosofica e da un forte sentimento del divino, con una particolare attenzione alla descrizione del mondo popolare e all’etica che governa le relazioni tra gli uomini. Insieme all’amico regista Franco Piavoli e al giornalista Marino Sinibaldi, Olmi ripercorre la sua vita e le sue opere, sul filo della recente autobiografia L’apocalisse è un lieto fine.
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