“Viviamo in un’epoca caratterizzata dai momenti singoli, con la singola azione che rende famosi. L’idea greca dà l’indicazione morale di tenere in sospeso il giudizio fino alla fine. Un eroe non si può giudicare se non alla fine di un percorso”: come succede ai due protagonisti di Mal Tiempo, il romanzo di David Fauquemberg che mette sulla stessa strada un ex pugile convertito al giornalismo e un giovane talentuoso ma nato forse nel paese sbagliato. Dello sport come metafora della vita, lo scrittore francese parla con Patrizio Roversi.
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