
Trascinante predicatore in favore degli ultimi e della pace, animatore di alcune delle esperienze più innovative e contrastate all’interno del mondo cattolico - il centro culturale Corsia de’ Servi a Milano, il villaggio di Nomadelfia a Fossoli per gli orfani di guerra, il centro di studi ecumenici Giovanni XXIII -, David Maria Turoldo è stato autore di numerose raccolte poetiche, da Io non ho mani - suo esordio all’inizio degli anni ‘50 - fino a Canti ultimi e Mie notti con Qohelet. “Turoldo” ha scritto Andrea Zanzotto “ha percepito da sempre la centralità della parola, e l’ha percepita proprio come una delle sedi più alte in cui la parola (che cristianamente è il Verbo, ‘era ed è presso Dio’) verifica se stessa e il mondo”. A ricordare la figura di Turoldo, insieme al critico Daniele Piccini, sono Gianandrea Piccioli, uno dei primi editori delle sue poesie, e il teologo padre Ermes Ronchi.
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