“È ingenuità riunire un congresso sullo ‘spirito europeo’ per poi consigliargli di espungere la politica dalla propria competenza. A meno che la cultura non pretenda di giungere al suo estremo della presa di coscienza per isolarsi e trovare nella propria giustificazione un alibi e un pretesto all’inazione”. Gianfranco Contini seguì nel 1946 la prima edizione dei "Rencontres internationales de Genève", nati per ridare vita al dialogo culturale in un’Europa smarrita e prostrata dopo la catastrofe del secondo conflitto mondiale. Intellettuali e filosofi come György Lukacs, Stephen Spender, Karl Jaspers, Georges Bernanos, Maurice Merleau-Ponty intervennero tra gli altri a quel primo appuntamento. Contini scrisse di quelle giornate un magistrale resoconto, pubblicato con il titolo Dove va la cultura europea? In occasione del centenario della nascita del grande filologo, due eminenti intellettuali del nostro tempo rispondono a quella stessa domanda di fronte alla crisi che attraversa oggi il nostro continente. Conduce l’incontro Daniele Giglioli, autore del saggio che accompagna la nuova edizione del libretto continiano.
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