Lance Henson non vuole essere definito “americano”, né “indiano”, ma “indigeno”, più precisamente “Tsistsistas”. Cresciuto in Oklahoma con la sua tribù, è uno dei poeti più rappresentativi della letteratura dei nativi americani. Attivo da anni nella difesa dei diritti delle popolazioni indigene nel mondo, nelle sue poesie riesce ad unire toni di denuncia per il genocidio dei Cheyenne alla spiritualità tradizionale vicina alla natura, catturando l’attenzione del lettore e portandolo a condividere le ragioni della sua lotta. Nella conversazione con Naila Clerici, docente di Storia delle Popolazioni Indigene d’America presso l’Università di Genova, Henson traccia un panorama della produzione poetica e narrativa contemporanea dei nativi d’America.
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