Giulia Perroni, siciliana d’origine, risiede a Roma e, nel cuore di Trastevere, è tra gli animatori del circolo culturale L’Aleph. Dal 1986 ha pubblicato diverse raccolte di poesia confluite ora in La scommessa dell’infinito, Poesie 1986-2009, a cui ha fatto seguito Tre vulcani e la neve. Echi dei testi classici e di poesia orientale si fondono per dare voce ad un viaggio nella memoria che fa della “musica la mia/ essenza/ lo strappo implacabile/ nell’eterno baluginìo/ delle foglie,/…”. E sulla musicalità come cifra poetica insiste la critica, poiché “non è soltanto un fatto di stile, di sillabazione squisitamente cadenzata… è la parabola in cui si avvicendano gioia e dolore, vita e morte. È anche il personale pianto, a sciogliersi in canto”. La incontra Nella Roveri.
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