“Scappare dall’ordine - Fare spazio, fare un taglio: per sprigionare tutto ciò che è nascosto, nell’ordine e perfino nel disordine. Distillare la lingua del corpo”. Autrice di numerose raccolte poetiche, di romanzi e di alcune “traduzioni radicali” di Shakespeare in tedesco, Ulrike Draesner identifica la forma poetica con il corpo stesso della poesia. Da questa scelta discende una totale messa in discussione delle convenzioni sia di percezione, sia di ricezione dei testi poetici. Per la Draesner ciò che conta è “sentire” la parola in tutte le sue possibili accezioni, l’approfondimento e l’espansione della presenza del corpo nella lingua. A incontrare la poetessa tedesca è Camilla Miglio, curatrice di Viaggio obliquo, antologia italiana della produzione poetica della Draesner dal 1995 al 2009.
con il contributo di Goethe-Institut Mailand