Tutto cominciò negli uffici del Pio Albergo Trivulzio di Milano, dove l’allora presidente Mario Chiesa fu sorpreso a incassare una tangente da sette milioni di lire. Era il 17 febbraio 1992 e l’arresto di colui che Bettino Craxi definì “il mariuolo isolato, una scheggia impazzita” fu invece la chiave di volta per accedere a un sistema di corruzione radicato in tanti settori del nostro Paese, dalla piccola imprenditoria alla politica. Che cosa rimane oggi di Mani Pulite? “Dal punto di vista giudiziario e culturale”, secondo Gherardo Colombo, magistrato del pool di Mani Pulite e autore di Farla franca, “quell’inchiesta è servita a poco o a nulla. Anzi, oggi, i fenomeni di corruzione sono peggiorati perché per colpa delle nuove leggi è più difficile scoprirli”. A vent’anni di distanza, Colombo tenta un bilancio di quell’esperienza.
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