Fiabesca, straniante, surreale: così viene solitamente definita la scrittura di Aimee Bender, narratrice statunitense che nel 1998 si è imposta all’attenzione della critica con l’originalissima raccolta di racconti The Girl in the Flammable Skirt. Anche nei libri successivi (Un segno invisibile e mio, L’inconfondibile tristezza della torta al limone), in cui si affacciano temi come la crudeltà dell’adolescenza, le contraddizioni del desiderio, il confronto con la malattia e la morte, è solo “ingrandendo un dettaglio della realtà, o guardandolo attraverso una lente particolarmente strana o magica,” afferma l’autrice, che “posso effettivamente vederlo e sentirlo in maniera più chiara". La incontra la scrittrice Chiara Valerio (La gioia piccola di essere quasi salvi).