“Si direbbe che nessuna pittura sia in grado di riprodurre un così ricco paesaggio”. Così scriveva Montaigne nel 1581 in viaggio per l’Appennino marchigiano. E, come Montaigne, Chateaubriand, Goethe, Cechov e numerosi altri scrittori hanno lasciato spazio nelle loro pagine alla contagiosa meraviglia del territorio italiano, in cui natura e arte si confondono in modo sorprendente. Oggi che molte delle mete raccontate in quei diari di viaggio d’eccezione rischiano di essere oggetto di degrado, è ancora agli scrittori che Festivaletteratura chiede di rinnovare la memoria di piazze, borghi e palazzi del nostro paese a cui sentono di appartenere. Ogni giorno, in uno spazio storico di Mantova poco conosciuto, un ospite del Festival descriverà il proprio luogo del cuore dialogando con il critico letterario Silvio Perrella.