Sementi migliorate, fertilizzanti e pesticidi, meccanizzazione massiccia: sono questi i metodi che hanno consentito, dopo la Seconda guerra mondiale, di sfamare milioni di individui. Oggi questo modello sta mostrando i suoi limiti, a fronte della crescita dei consumi agroalimentari a livello mondiale e alla progressiva riduzione dei terreni coltivabili. Danielle Nierenberg, esperta di allevamento ed agricoltura sostenibile, gestisce il progetto “Nutrire il Pianeta” per il Worldwatch Institute, con l’obiettivo di trovare e diffondere nuovi modelli di sviluppo volti a diminuire la povertà e la fame, ridurre gli sprechi e conservare la biodiversità. Nierenberg ne parla con Andrea Segrè, esperto di scienze agrarie ed ecologia.
APPROFONDIMENTI