Antonio Prete, nato nel Salento, docente di Letterature comparate all’Università di Siena, si occupa di autori europei tra Otto e Novecento, concentrando la sua attenzione sulla rappresentazione delle passioni nel linguaggio poetico, sull’avventura della traduzione tra le lingue, sul concetto di natura e naturale in letteratura. I temi della sua indagine critica tornano nella lingua poetica delle raccolte, Menhir (2007) e Se la pietra fiorisce (2012). “C’è qualcosa di là dalla parola/ disadorna o sontuosa,/ oltre il silenzio o la festa del suono,/ c’è qualcosa di là dal turbamento/ o dalla fredda atonìa,/ qualcosa che come luce nel vetro/ trapassa e dissipa l’ombra del dire/ qualcosa che chiamiamo poesia". Lo incontra Elia Malagò.
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